Emozioni e reazioni emotive al tempo del coronavirus

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Dopo il video, in cui ho fatto accenno ai traumi e alle situazioni traumatiche, qualcuno mi ha scritto chiedendomi degli approfondimenti. Ho cercato di raccogliere le richieste in tre macroargomenti. In questo video vi parlo quindi di:

  1. emozioni
  2. reazioni emotive al coronavirus
  3. le fasi di un evento traumatico

1. Le emozioni

Le emozioni sono processi cerebrali che avvengono in risposta ad eventi, interni (per esempio un ricordo piacevole) o esterni (ad esempio vedere il nostro bambino che ci sorride). Questi processi cerebrali determinano delle modifiche a livello corporeo, nello specifico:

  • reazioni fisiologiche: aumento del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa, sudorazione,…
  • risposte espressive: espressione del volto, tono di voce,…
  • processi cognitivi: memoria, attenzione,…
  • reazioni comportamentali: avvicinamento, fuga,…

In questo periodo l’emozione che tutti in un modo o nell’altro abbiamo provato è la paura. La paura è un’emozione primaria ed è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Se abbiamo paura, infatti, ci metteremo al riparo da rischi e da pericoli. Il livello di paura però deve essere “medio”:

  • Se è troppo basso, sottostimeremo il pericolo e ci esporremo ai rischi. E’ quello che succede alle persone che in questo periodo girano senza mascherina e altri dispositivi di protezione.
  • Se è troppo alto, entreremo nel panico. Quando questo accade, ci sentiamo costantemente sotto minaccia e in balia di un nemico invisibile. In alcuni casi, si rischia di sviluppare una vera e propria ipocondria. Un disturbo psicologico per cui ci preoccupiamo eccessivamente della nostra salute percependo ogni segnale come sintomo di malattia. Per esempio, se mio marito starnutisce, penso subito che sia un sintomo del Coronavirus.

 

2. Le reazioni emotive al Covid19

Se la paura è un’emozione molto comune in questo periodo, possiamo individuare anche alcuni atteggiamenti e comportamenti, che si verificano abbastanza frequentemente. Non li sperimenteremo necessariamente tutti quanti ma vale la pena averli a mente, per sapere che sono reazioni comuni:

  • intrusività: immagini ricorrenti e involontarie di qualcosa che ci ha impressionato. Per esempio se sono rimasta molto impressionata dagli operatori dell’ambulanza vestiti come astronauti, ora ogni volta che sentirò una sirena mi ricorderò questa immagine.
  • evitamento: tentare di evitare qualsiasi cosa rimandi al trauma. Per esempio, se ho mal di schiena, non chiamo il medico per paura che mi faccia ricoverare.
  • iperattivazione fisiologica: essere fisicamente agitati. Per esempio, sentire continuamente se ho la febbre
  • umore depresso e pensieri negativi: avere aspettative negative su di sè e sul mondo. Per esempio, pensare che siamo spacciati.
  • disturbi del sonno: difficoltà ad addormentarsi o a continuare il sonno tutta la notte oppure sonno agitato e non riposante.
  • difficoltà di concentrazione, memoria e attenzione.
  • mancanza di energia: essere stanchi perchè i pensieri negativi consumano le nostre energie.
  • irritabilità: essere facilmente infastiditi da ciò che accade. Per esempio, se mia figlia fa i soliti capricci perchè non vuole mangiare il pesce, mi arrabbierò velocemente.
  • chiusura e isolamento: evitare il più possibile di uscire di casa ed evitare di sentire amici e conoscenti. Per esempio, se i miei amici organizzano un “video-aperitivo” io preferisco non partecipare.

 

3. Le fasi di un evento traumatico

Normalmente quando si vive un trauma, si attraversano alcune fasi, che vanno dall’esplosione alla risoluzione. Vediamole in sintesi:

  • esplosione della situazione: mente e corpo si attivano.
  • fase di shock: disorganizzazione mentale, confusione, perdita di concentrazione, tremori, nausea, pianto, negazione (difficoltà a ricordare e incredulità), rabbia, tristezza, …
  • impatto emotivo: incubi, isolamente, depressione, sensi di colpa, pensieri intrusivi, …
  • fase di coping: si riesce a dare un significato a quanto accaduto.
  • accettazione e risoluzione: si prende consapevolezza del fatto che siamo vulnerabili ma non impotenti.
  • imparare a conviverci

Se pensiamo per esempio ad un evento traumatico puntuale come per esempio uno scippo, si capiscono bene i diversi passaggi che piano piano avvengono in sequenza. Nel caso del Covid19 è difficile progredire in queste fasi perché siamo continuamente esposti a notizie e messaggi, così il nostro cervello ha un livello di allarme sempre molto alto.