Elena Germani Psicologa e Psicoterapeuta del Benessere

<La mamma di una compagna di mia figlia è molto malata. Mia figlia Laura mi ha chiesto come sta. Lì per lì le ho detto che è malata e dovrà fare delle cure. Alla domanda: “Guarirà?”, ho risposto che non sapevo e che speravo di sì. Che è la verità. Ora però mi chiedo cosa dirò a mia figlia se questa mamma non dovesse farcela. E come glielo dirò…>

 

Affrontare il lutto e la morte è sempre disorientante. A maggior ragione quando a farci domande sono i bambini. Arriva però un momento in cui è necessario affrontare questi argomenti e farsi carico delle domande poste dai bambini. Domande che spaziano dal “Dove è andata la nonna? Ma poi torna?” fino al “Dove va quando si muore?”. Gli adulti, di solito i genitori, si sentono spiazzati e non sanno cosa e come rispondere.

Credo sia utile, credenti o meno, ricorrere a spiegazioni che lascino comunuque nel bambino un seme di speranza. Per esempio: “Il nonno non tornerà più ma il suo ricordo ci sarà sempre”. Oppure “Il nonno ci guarda dall’alto e ci sta vicino”.

 

Non vedo, non sento e non parlo?

Qualcuno pensa che sia meglio “non dire e non parlare” di questi argomenti coi bambini. Questo pensiero si basa sull’idea che i più piccoli andrebbero preservati dal dolore e dalle esperienze negative. Perchè parlando della morte si “incupisce” la spensieratezza dell’infanzia. Purtroppo è evidente come questo modo di agire sia destinato al fallimento con il passare del tempo. L’esperienza del lutto in senso lato infatti sarà presente nella vita dei bambini sotto svariate forme: separazioni, traslochi, malattie, morte dell’animale domestico, altre perdite. C’è quindi il rischio che l’adulto perda credibilità agli occhi del bambino. È meglio quindi non essere evasivi con le domande dei bambini (“Capirai quando sarai grande”) nè evitare di rispondere (“Adesso è troppo complicato, ne parleremo quando sarai più grande”).

Per questo motivo è importante parlare dell’argomento, anche se è difficile e crea dolore.

 

Nella pratica

Innanzitutto, prima di confrontarsi col bambino, dobbiamo noi stessi “fare i conti” con il nostro dolore. Siamo noi i primi a dover pensare di avere il diritto di vivere il dolore senza pensare che sia “sbagliato”. Ricordiamo che i bambini, soprattutto piccoli, sono influenzati dalle nostre emozioni. Questo non significa nascondere la proria sofferenza di fronte al bambino ma piuttosto esternarla con tatto, senza estremizzarla.

 

Qualche indicazione utile

  1. Sincerità: occorre dire ai bambini quanto accaduto o quanto sta accadendo o potrà accadere. Evitiamo bugie o minimizzazioni perchè non servono al processo di elaborazione del lutto ma, anzi, lo complicano e lo ostacolano. In questo modo non tuteliamo i bambini dallo stare male. Al contrario, potremmo far sorgere sensi di colpa nel bambino o pensieri di essere responsabile della situazione.

  2. Semplicità: cerchiamo di utilizzare parole semplici per spiegare al bambino quanto sta accadendo e che cosa significhi “per sempre”. Per esempio si può fare riferimento al ciclo naturale della vita: si nasce, si cresce, si invecchia, si muore.

  3. Concretezza: cerchiamo di utilizzare concetti concreti. Per esempio per spiegare gli effetti della morte sul corpo si può far riferimento al fatto che il corpo non funziona, non ha più bisogno di mangiare e bere. Non sente la fame, la sete e nemmeno il dolore.

  4. Disponibilità: non pensiamo che una volta affrontato l’argomento, questo si sia esaurito e che non se ne parlerà più. Cerchiamo di essere disponibili alle eventuali domande del bambino. Il bambino deve sentire di poter tornare sull’argomento e porre altre domande. Non deve pensare che questo sia un argomento “proibito” e che, parlandone, ferirebbe gli adulti. Evitare l’argomento o far finta che non sia successo nulla rischia di prolungare il periodo di elaborazione del lutto.

  5. Ascolto: i bambini più piccoli cercheranno di introdurre il discorso in modo più “diretto”, facendo magari domande “a bruciapelo” agli adulti di riferimento. Però teniamo a mente che coi bambini più grandi questo non sempre succede. I bambini ci comunicano i propri sentimenti e le proprie sensazioni anche attraverso il gioco e il disegno. Per questo è importante prestare attenzione a segnali che indicano che il bambino ha bisogno di approfondire o tornare sull’argomento.

 

Quando si affrontano questi argomenti coi bambini bisogna sempre far passare un messaggio di speranza che la vita continua. L’elaborazione del lutto è un percorso che richiede tempo. Se questo processo si blocca o porta allo sviluppo di sintomi particolari, è bene chiedere l’aiuto di uno specialista che affianchi il bambino e la sua famiglia.

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